|
Rita Levi Montalicini, scienziata di fama mondiale,
insiginita del Premio Nobel per la Medicina per aver scoperto
il fattore di crescita del sistema nervoso (Nerve Growth Factor),
ha detto del professor Giorgio Brunelli:
"Ho molta stima del professor Brunelli, per
i suoi contributi eccezionalmente buoni sulla ricerca di base
neurologica e applicata. Ha dimostrato quanto in passato realmente
si sapeva poco sulla enorme plasticità neuronale e
la possibilità di trarne vantaggio."
(La Gazzetta di Lecco, 4
settembre 2000)
Dario Angelibusi
In un'intervista al Corriere della Sera, commentando l'assegnazione
delle poche risorse disponibili in Italia per le varie ricerche
scientifiche afferma:
"Un esempio di risorse non attribuite per meriti reali
è il caso recente della ragazza bergamasca operata
con un metodo senza precedenti dal porfessor Giorgio Brunelli,
da anni impegnato nella lotta alla paraplegia. Questa ragazza
- Gigliola - già oggi rappresenta la speranza dei troppi
paraplegici da trauma: se ne contano 1700 ogni anno in Italia.
E i fondi pubblici per la ricerca di questo scienziato? Praticamente
nulli".
(Corriere della Sera, 25
agosto 2000)
Nunzia Vallini
Intervento al dibattito cittadino di
Brescia, sul perchè non ci siano un posto ed uno sponsor
per la ricerca del professor Giorgio Brunelli. Conversando
col giornalista dichiara:
"Il 6 dicembre 1997, nel giorno del suo addio accademico
all'Università di Medicina di Brescia ho voluto
essere al suo fianco, come tributo ai suoi risultati scientifici.
La mia impressione è stata molto positiva sin dal primo
colloquio. I fatti, poi, l'hanno confermata in pieno. Non
alludo solo alle sue scoperte. Brunelli ha sperimentato unn
by-pass per recuperare le capacità motorie di chi le
ha perdute. Ha saputo esplorare nuovi campi della ricerca
e scoprire nuovi modi per riparare le lesioni del midollo
spinale. Oggi non esiste più la differenza per cui,
anni fa, la ricerca di base era separata e tenuta lontano
da quella clinica applicata. Adesso, semplicemente non esistono
discriminazioni in campo scientifico. Questa linea divisoria
è ormai caduta: l'unica distinzione rimasta in piedi
è fra la ricerca buona e cattiva, e quella di Brunelli
rientra a pieno titolo nella prima categoria. Per questo merita
e deve andare avanti."
(Brescia Oggi, 1 agosto 2000)
Gianpaolo Lanfranchi
"Conosco Brunelli da tempo e apprezzo
l'opera che sta svolgendo. Quanto sta facendo è dimostrato
da Angelo Colombo, il quale è una prova tangibile della
bontà della ricerca e dei risultati ottenuti."
(Il Resegone, 1 settembre
2000)
Mario Ferrari
"Stimo molto l'operato del professore:
sta svolgendo un lavoro eccellente. Accetto senz'altro la
Presidenza Onoraria e di sostenere il Comitato sorto per promuovere
l'operato di Brunelli. Onestamente, però, non credo
che Brunelli abbia bisogno di una madrina tanto anziana: è
più bravo di me."
(La Provincia, 3 settembre
2000)
Patrizia Zucchi
"E' logico e giusto sostenere una ricerca
che ridà speranza all'umanità."
(Brescia Oggi, 1 settembre
2000)
Gianpaolo Lanfranchi
Sintesi storica della ricerca
sulla paraplegia
Le
lesioni del midollo spinale sono documentate fino dai tempi
dell'antico Egitto.
Nella XI colonna del papiro Smith della IV dinastia
egizia, dove il medico del faraone descriveva i traumi vertebro-spinali,
è descritto il caso 33: "caduto in basso sopra
la sua testa, una vertebra è penetrata dentro l'altra,
non ha conoscenza della sua mano e delle sue gambe. Non è
da trattare."
Il
caso 31: "Nella lussazione di una vertebra del collo
l'uomo è senza conoscenza delle braccia e delle gambe,
il suo pene è eretto, il suo ventre è colmo
di vento, le orine gocciolano senza che ne accorga. Una malattia
da non trattare."
La storia della ricerca del midollo spinale ha inizio con
Galeno, a Roma, nel secondo secolo dopo Cristo, ma i primi
tentativi di ricostruzione risalgono solamente alla fine dell'
800 senza risultati.
|