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Storia dell'Associazione, Parte II

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Nei primi mesi del 1992 mi misi in contatto con il primario della fisiatria dell'Ospedale S. Gerardo di Monza, professor Vittorio Alfieri, specializzatosi nello studio funzionale del cammino con la F.E.S. ( stimolazione elettrica sui muscoli paralizzati ).

Il Professore ha anche fatto conoscere in Italia l'ortesi chiamato R.G.O., che fu poi importato dall'America tramite le officine Ortopediche Rizzoli; tratta di un valido attrezzo meccanico che blocca le ginocchia ed il bacino e permette un cammino a passo alternato con l'ausilio deldeambulatore o delle canadesi.

Il movimento ottenuto favorisce la circolazione sanguigna polmonare e la ossea ma la camminata è robotica. 

Per molti mesi ho proseguito questo cammino e ho visto con i miei occhi ragazzi che usando questo "apparecchio"  e le canadesi riuscivano a fare qualche gradino.
In seguito l'ho abbandonato usando l'ortesi solo per la riabilitazione.


VENNI A CONOSCENZA DA UN AMICO...

Un amico paraplegico mi disse che a Brescia dal 1990 si era costituita l'Associazione per la Ricerca sulle Lesioni del Midollo Spinale (ora Fondazione) promossa dal professor Giorgio Brunelli.
Fissai subito un appuntamento presso lo studio del professor Brunelli e, avendo avuto esperienze negative (intervento professor Carl C. Kao), questa volta chiesi aiuto al dottor Paolo Sala, medico di familia, e a mia madre.

Giunto il giorno dell'appuntamento il professor Brunelli, con precisione scientifica, ci spiegò la metodologia dell'intervento che voleva attuare su volontari paraplegici,  pienamente informati, per tentare di ridare, anche se parzialmente, una ripresa di movimento delle gambe. 

L'intervento consisteva nel trasferire un nervo del braccio (il nervo ulnare) agli ormai paralizzati muscoli fondamentali per la mo      medio gluteo.

Non passava giorno che non sottoponessi alle persone competenti che incontravo una serie di domande.  In cuor mio volevo sapere come un nervo periferico  "nervo ulnare" avrebbe potuto reinervare muscoli così importanti e grandi della gamba e del gluteo.
Le risposte erano sempre latenti e non capivo nulla. Più mi sconsigliavano o perlomeno non vedevo nessuno che mi stimolava, più aumentava la curiosità di provare.

Perchè non provare?

GIORGIO BRUNELLI

Prof. Giorgio Brunelli nato il 1925, laureato nel 1949.
Professore di Ortopedia all’Università di Brescia.
Specialista in Chirurgia Plastica e Microchirurgia.
Direttore della scuola di specializzazione in Ortopedia e in Chirurgia della Mano all’Università di Brescia.
410 Pubblicazioni (di cui 6 Monografie e 7 testi).
Più di 23.000 interventi effettuati (più di 3.300 di Microchirurgia).
Laurea Honoris Causa Università di Wroclaw.
Membro dell’ Accademia delle Scienze di New York.
Membro di 28 Società Scientifiche (Italiane , Straniere e Internazionali).
Membro Onorario della Società Britannica di Chirurgia della Mano.
Socio Fondatore di varie Società fra le quali Società Italiana di Chirurgia della Mano, Società Italiana di Microchirurgia, Interniational Society of Reconstructive Microsurgery; Groupe d’Etude des Nerfs, International Society of Microsurgery.
Past-President del Groupe pour l’ avancement de la Microchirurgie , della Confèdèration Europèenne des Services d’ urgence de la Maine e della Società Internazionale di Microchirurgia.
Presidente Onorario della Società Italiana di Microchirurgia.
Autore di varie Tecniche Chirurgiche Personali.
Socio Emeritus della Società Internazionale di Chirurgia Ortopedica e Traumatologia.
Membro Onorario British Society for Surgery of the hand dell’ Australia Society for Surgery of the Hand.

Il prof. Brunelli è sempre stato un pionere entusiasta e curioso di trovare nuove soluzioni a problemi diversi. Fu tra i primi ad interessarsi alla chirurgia della mano recandosi, già 1955 a Parigi per seguire la Scuola francese di Chirurgia della Mano e fu uno dei fondatori della Società italiana di Chirurgiadella Mano (S.I.C.M.).
Sempre in cerca di nuove sfide fu il primo in Italia, ed il secondo in Europa, ad eseguire le protesi totali d’anca per curare l’artrosi dell’ anca fin dal 1964. Allora quest’intervento era considerato un grave rischio ed era osteggiato da tutti.
Ha pubblicato un libro sull’argomento: "la protesi totale dell’anca" nel 1970 studiando e producendo un suo modello personale che usa dal 1972 e che già 24 anni fa adottava la soluzione metallo-metallo cementato che oggi è riconosciuta la migliore.
Attenuata la sfida dell’ anca egli si dedicò ai rimpianti degli arti amputati eseguendo il primo riempianto in Italia nel 1973. Oggi egli e la sua équipe contano 800 riempianti eseguiti in 20 anni.
Dal 1973 organizza ogni anno il corso teorico-pratico di microchirurgia dal quale sono passati innumerevoli chirurghi Italiani.
E’ stato anche il primo in Italia a dedicarsi alla Microchirurgia (fin dal 1964 ) e da allora ha cominciato la ricerca sulla rigenerazione del sistema nervoso.
Fu il primo ad eseguire in Italia la chirurgia del plesso brachiale (dal 1972) e conta oggi una delle tre casistiche più numerose del mondo. Ha inventato varie nuove tecniche di riparazione del sistema nervoso periferico come, per esempio, la neurotizzazione muscolare dirette che consente di rinnervare casi considerati disperati ed usata in tutto il mondo.
Da 18 anni si è dedicato con la sua scuola alla ricerca per la guarigione della paraplegia da lesione traumatica del midollo spinale.

Perchè "sentivo" che quest'operazione avrebbe dato dei risultati?
Perchè un luminare come il professor Brunelli non poteva fallire, perchè aveva un immagine da difendere e tanti anni di lavoro spesi in questa ricerca.

L'INTERVENTO DI BRUNELLI

19 Aprile 1994.
Finalmente entrai nella sala operatoria della seconda traumatologia degli Spedali Civili di Brescia. Man mano che si svolgevano i preliminari per l’operazione e vedevo che la sala operatoria si riempiva di medici, mi resi conto dell’ importanza di questa operazione che veniva eseguita per la prima volta sull’uomo. Prima di chiudere gli occhi per l’anestesia guardai in faccia il professor Brunelli e gli augurai un buon lavoro. Le ore passavano, il professore dovette doppiamente faticare perché i nervi surali, che avrebbero dovuto servire come innesti dal nervo ulnare ai muscoli paralizzati erano stati “usati” in quel primo intervento che cosi testardamente avevo voluto fare dal professor Kao. Così per completare il tragitto il professor Brunelli dovette prelevare materia prima dal nervo tibiale e allo stesso tempo un secondo team di chirurghi, coordinati dal dott. Adolfo Vigasio, eseguirono un lavoro ricostruttivo di trasferimenti tendinei alla mano in modo che i fondamentali movimenti delle dita venivano conservati integri.
Riporto relazione intervento chirurgico:

SPEDALI CIVILI - BRESCIA
Ente Ospedaliero Generale Regionale

II Div. Ortopedica - Traumatologica
Università degli Studi di Brescia
Clinica Ortopedica
Direttore: prof. G. BRUNELLI
Brescia, 19 aprile 1994.
Sig. COLOMBO ANGELO


Intervento Chirurgico

In anestesia generale a paziente supino: incisione chirurgica a linee spezzate lungo il decorso del nervo Ulnare all’arto superiore sinistro.
Si procede all’isolamento del nervo partendo dall’estremo distale dell’arto in direzione prossimale fino al cavo ascellare.
Si riconoscono (all’elettrostimolazione) e si isolano:

  • il ramo sensitivo al palmo (trattato con l’elettrocauterizzazione secondo Gosset) e tre rami motori per muscoli Ipothenari, interossei e Adduttore del Pollice;
  • il ramo cutaneo del nervo Ulnare all'avambraccio  trattato sec. Gosset) ed i rami motori per il muscolo Flessore Profondo per il 4° e 5° dito e per il muscolo Flessore Ulnare del Carpo.
    La dissezione del nervo viene progredita fino all’ascella fino al punto di divisione del n. Ulnare dalla Corda Infero Mediale, conservando attorno al nervo i vasi satelliti e il cellulare lasso.

Si procede con un incisione chirurgica a linee spezzate della cute e del sottocute lungo la linea ascellare anteriore sinistra fino alla cresta iliaca, trasponendovi il n. Ulnare (che mostra gemizii di sangue fino distalmente) nel sottocute toraco-addominale.
Incisione longitudinale alla radice dell’arto inferiore sinistro sul lato esterno del Triangolo dello Scarp : e si isolano dal n. Femorale il ramo per il muscolo retto anteriore e quello per il muscolo Vasto Mediale.
Si preleva il nervo Sciatico Popliteo Esterno dalla regione posteriore della coscia sinistra fino alla testa peroneale.
Il nervo Surale era già stato prelevato dal dr. Kao precedentement .
Si innestano tre fascicoli nervosi dello SPE da rami dell’Ulnare, per il muscolo Flessore Profondo per il 4° e 5° dito, ai rami del n. Femorale rispettivamente per il retto anteriore e vasto mediale, passando sottocute all’inguine .

Si procede posteriormente in regione Glutea sinistra a isolare il nervo Gluteo Inferiore, ramo per il muscolo Grande Gluteo, ponendo un innesto di circa 8 Cm. di un fascicolo SPE dal ramo ipothenare e da quello degli Interossei.
Isolato il nervo Gluteo Superiore, ramo per il muscolo medio Gluteo, lo si innesta, utilizzando la parte residua dello SPE, al ramo per l’Adduttore del Pollice. Emostasi, Drenaggi, Sutura, Medicazione.

Alla mano sinistra palliative chirurgiche:

  • Tenodesi statica in flessione alla Metacarpo falangea del 4° e del 5° dito, utilizzando il tendine Flessore Profondo del 4° dito secondo la tecnica di Zancolli;
  • Transfert del tendine Flessore Superficilae del 3° dito per l'adduzione del pollice.
    Emostasi, Sutura, Medicazione.


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